Il ponte Sette Luci. Biografia di Giuseppe Levi Cavaglione

14,25

Dal confino, all’internamento nelle Marche, alla lotta partigiana.

Giuseppe Levi nasce a Genova nel 1911 da famiglia di religione ebraica. Nel 1933 si laurea in giurisprudenza. Quattro anni dopo, raggiunge Carlo Rosselli a Parigi con il proposito di arruolarsi nelle brigate internazionali in difesa della Repubblica spagnola. Per questo viene punito con il carcere e il confino. Con l’ingresso dell’Italia in guerra subisce tre anni di internamento come ebreo antifascista. Dopo l’8 settembre si unisce ai partigiani laziali e diventa comandante delle formazioni dei Castelli Romani. Compie alcune clamorose azioni di sabotaggio che nel 1961 vengono immortalate da Nanni Loy nel film “Un giorno da Leoni”. La sua famiglia è duramente colpita dalla Shoah. «Sette sono le luci di un ponte. Sette, le luci che si spengono in una notte di dicembre del 1943 mentre è in transito un treno carico di militari tedeschi. A capo dell’azione partigiana, una delle più importanti del Lazio e dell’intera penisola, un trentenne che da avvocato si fa stratega militare, da perseguitato, inflessibile vendicatore di torti. Torti politici e razziali in un’epoca in cui le apparenze culturali o religiose potevano costituire uno svantaggio irrimediabile».

Prefazione di Pupa Dello Strologo Garribba, ex-direttrice del trimestrale «Karnenu» del KKL – Fondo Nazionale Ebraico. Testimone della Shoah, collabora con il Centro di cultura ebraica della Comunità di Roma, con il Centro di Documentazione Ebraica di Milano, con le associazione della Casa della Memoria e della Storia di Roma.

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