Ecco ora, dopo un anno dal volume dedicato all’Inferno, quello sul Purgatorio, nel quale l’autore continua a procedere canto per canto, incastonando i versi danteschi, come gemme, nel commento narrativo e nelle sue esposizioni, per dirla con Boccaccio, di pensiero. Nel secondo regno la condizione delle anime cambia molto, giacché esse, nel mentre soffrono non solo la sospirosa mancanza di Dio, ma anche le pene più aspre, sperimentano una sicurezza oggettiva nella salvezza, ben prima di ascendere al paradiso. Non solo l’arte poetica allora ma anche la coscienza filosofica di Dante si andranno modulando e concertando in forme rinnovate, per mettere in contatto radicale con noi le anime penitenti, in quella comunione dei vivi e dei morti che è una ragione intima dell’immaginazione teologica del purgatorio. Esse non potranno insorgere sempre in un conflitto drammatico, suscitando una commozione violenta, come le anime dell’inferno, ma verso di esse ci disporremo in un ascolto più aperto, ora grave ora leggero, verso il quale il poeta ci va guidando, con effetti poetici ed esistenziali nuovi e profondi.
Autore
Enrico Capodaglio ha scritto Nietzsche e la fenomenologia dell’interminabile (Corbo, 1983), Diciannove novelle sulla bellezza (Transeuropa, 1998), il romanzo Galleria del vento (Istmi, 2001), Il volto chiaro. Storie critiche del ’900 italiano (Marsilio, 2004), Paolo Volponi romanziere. Il fascino della società (La Luna, 2020), Dante creaturale (La Luna, 2022), Poesia e pensiero nella Commedia di Dante. Inferno (Metauro, 2025). Dal 2013 egli va pubblicando online uno zibaldone di pensieri, dal titolo Palinsesto (nel sito https://www.palinsestodeipensieri.it) che fa convivere in modo intimo filosofia e letteratura.
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